Agenzie Investigative > Articoli Redazionali > Cancellazione Cattivi Pagatori> Cancellare un protesto: modalità per la cancellazione di un protesto
 

Pubblicato il 06/08/2009

Cancellare un protesto

Modalità per la cancellazione di un protesto

Può capitare a tutti di finire sulla banca dati dei protestati. Basta una rata del finanziamento o del mutuo non pagata, oppure pagare con un assegno che quando verrà incassato risulterà "a vuoto". Tante volte per ovviare a questo ostacolo, si compilano assegni post-datati, che comunque è buona cosa ricordare, è vietatissimo dalla legge.

In ogni caso, sul bollettino dei protestati ci si può finire anche per chi il protesto non lo prende come vizio. Magari qualcuno che in un momento particolare della propria situazione economica non è riuscita a far fronte al pagamento di una rata mensile.

 

Come fare quindi per cancellare un protesto? C'è un iter particolare che bisogna seguire? Diciamo, che le regole sono decise e previste dal Garante. Nei casi meno gravi, quelli in cui cioè il debitore non ha pagato alla scadenza una o due rate, ma che successivamente li regolarizza, verrà cancellato un anno dopo aver saldato le rate insolute. Se invece, le rate non pagate risultano essere più di due, per cancellare il protesto ci vorrà più tempo.

Ci vorranno infatti ben due anni prima di tornare "liberi" dal protesto. Sotto inteso, anche in questo caso che i due anni passano dal momento in cui tutte le rate vengono regolarizzate.

Ma cosa succede se invece il debitore, denominato in questo caso "cattivo pagatore", non regolarizza i pagamenti? Ovviamente si rimane iscritti nell'albo dei cattivi pagatori. Ma mentre fino a qualche anno fa per cancellare un protesto dovevano passare 5 anni, oggi il Garante ha fissato in tre anni la permanenza dei protestati all'ìnterno dell'albo, passati i 36 mesi in automatico verrà cancellato il protesto.

Nel frattempo, chi sa di essere un cattivo pagatore, può qualora lo desidera fare richiesta per poter visionare la propria situazione. E' chiaro che tutti i dati sono ritenuti sensibili, e pertanto non saranno ceduti a terzi per fini commerciali. Le informazioni rimarranno comunque a disposizione degli istituti di crediti, nel momento in cui dovranno sincerarsi della solvibilità di un cliente che magari ha fatto richiesta di un prestito.

Articolo di Pinuccia Carbone