Pubblicato il 20/08/2009

Sollecito pagamento

A cosa serve e chi lo riceve

Come abbiamo già visto, se una ditta ha dei crediti da riscuotere, la soluzione migliore è quella di rivolgersi alle agenzie di recupero crediti che mettono a disposizione personale competente e professionale preparato. Alcune ditte, soprattutto quelle piccole magari preferiscono il "fai da te", e altre hanno addirittura all'interno dei propri uffici, uno dedicato allo studio legale per disbrigare queste pratiche.

In ogni caso, per tutti, il primo passo da fare è sicuramente quello del sollecito pagamento. Ma molti si chiedono se serve davvero. Comunque sia, ci si muove proprio così, col sollecito. I motivi per cui non si adempie ai pagamenti, possono essere i più disparati: dalla mancanza di liquidi alla dimenticanza ma anche alla voglia di non voler pagare intenzionalmente.

 

Ma il sollecito pagamento può essere inviato anche ad un semplice privato. Avete presente la miriade di vendite per corrispondenza? Tra le forme di pagamento, ci sono i bollettini postali con segnata ovviamente la scadenza entro il quale bisogna provvedere al pagamento. Molto spesso capita che ce ne si dimentica. E così, partono dagli uffici legali le lettere di sollecito pagamento. Solitamente, sono inviate dopo un lasso di tempo di uno o due mesi.

E a distanza di 30 giorni circa, se non si adempie al pagamento, sarà inviato il secondo sollecito di pagamento fino ad un massimo di tre, contrassegnato comunque come "ultimo invio di sollecito pagamento". Ma serve veramente l'invio di sollecito pagamento? Se una persona non vuole pagare, non serve, ma forse quello che conta è l'ultima lettera di sollecito di pagamento, oltre all'aumento della spesa, per ogni invio di sollecito, viene indicata tassativamente la data entro la quale bisogna obbligatoriamente saldare il conto, se non si vuole andare incontro a vere e proprie conseguenze legali.

Tali conseguenze porteranno a delle udienze in tribunale con richiesta di addebito spese e alla fine ci si troverà a pagare più di quello dovuto, magari per poche centinaia di euro.

Articolo di Pinuccia Barbone